LE FUTURE ELEZIONI
Pubblicato il 19 dicembre 2011 alle 10:28 am
Anche se di malavoglia sono costretto a scrivere anche io di elezioni amministrative nel nostro comune; è ormai da troppo tempo che assiduamente si parla di candidati a Sindaco come se si dovesse votare in tempi brevi.
Ho avuto la curiosità di informarmi ed ho scoperto che le elezioni si svolgeranno nella tarda primavera dell’anno prossimo per cui ho cercato di capire perché tanta fretta nel lanciare le candidature: le ipotesi sono, come al solito, almeno due.
La prima vorrebbe che l’interessato avesse fatto circolare tale candidatura per sondare il campo avversario o sollecitare qualcuno a pigliarla in considerazione; l’altra che fosse stato l’avversario per bruciarla anzitempo.
In considerazione del fatto che i nomi fatti circolare, in ogni caso ad arte, sinora sono numerosi è da pensare che sia iniziata la zuffa del tutti contro tutti; questo si giustificherebbe se in capo a tutti gli aspiranti candidati ci fosse un vero partito o almeno un’aggregazione dichiarata di elettori portatori di idee o programmi: di queste, ancora, non ne circolano o nessuno se ne fa carico.
Se ne deve trarre la conclusione che non si tratta di contrapposizioni di idee e programmi considerato che si tratta, per la maggior parte, di personaggi che gravitano tutti nell’ambito delle stesse aggregazioni di sigle visto che di partiti tradizionalmente intesi non ne esistono più e quanto a programmi ed intendimenti da realizzare manco si avverte la necessità di farli conoscere.
La competizione tra candidati sarebbe utile ed interessante qualora, anche se in molti, fossero chiare le differenze programmatiche o ideali ma comprendo che di questi tempi è come cercare l’ago nel pagliaio.
Ho quindi il sospetto, spero malevolo, che la ricerca spasmodica del voto tra clan familiari numerosi per la elezione a consigliere comunale verificatasi sino ad oggi abbia come obiettivo la elezione alla carica di Sindaco.
Se fosse così si chiuderebbe il cerchio dell’avvitamento della peggiore politica perché se ancora poteva, nel passato, giustificarsi la corsa all’elezione a consigliere comunale intesa come partecipazione ad un concorso a pochi posti tra relativamente pochi concorrenti di un incarico a tempo indeterminato ben retribuito questo non può essere accettato per la carica del primo cittadino; infatti nessuno si è accorto negli ultimi ventanni delle prerogative del Consiglio Comunale né risultano nelle cronache cittadine iniziative eclatanti di consiglieri comunali sconosciuti ai più e noti solo nell’ambito del clan di cui sopra.
Si fa fatica ad orientarsi circa gli schieramenti all’interno del massimo consesso comunale dove le aggregazioni mutano di continuo e dove la maggiore occupazione del singolo consigliere comunale è quella di “cambiare casacca “ di continuo e partecipare ad infruttuose numerose riunioni consiliari.
Se ciò è avvenuto finora per i consiglieri non può lo stesso metodo di selezione applicarsi per la candidatura a Sindaco che certamente svolge un compito impegnativo e che finora è stato occupato da personalità provenienti dal mondo delle professioni e sicuramente dotate di esperienza e competenze acquisite sul campo.
Non basta qui il semplice requisito della apposizione della firma richiesto per l’elettorato passivo ma certamente qualche qualità ed un minimo di selezione se non dai partiti che ripeto non brillano per organizzazione e capacità di proposte ma almeno da parte della cosiddetta Società Civile ci vorrebbe e dovrebbe essere visibile.
Il fiorire di associazioni e soprattutto la presenza vivace di organizzazioni femminili – la vera piacevole novità degli ultimi tempi – fanno bene sperare e sarebbe auspicabile che il confronto richiesto, come ho letto, da queste ultime avvenisse nel modo più trasparente possibile.
Ritengo che il ruolo dei partiti in questo tipo di elezioni sia ancora determinante ma sarebbe auspicabile una iniziativa forte che slegata da ristretti gruppi si sottoponesse al giudizio della comunità; è già avvenuto nel recente passato e non nego che possa ripetersi.
Secondo la mia modesta opinione se i molti giovani uomini e donne finora impegnati a farsi conoscere scendessero nell’agone determinati a lottare fuori dal coro dei pifferai di turno senza scoraggiarsi e liberi dai condizionamenti dei capi partito una nuova classe dirigente potrebbe con più passione e determinazione amministrare la res pubblica.
Il mio è un auspicio forte sorretto dalla mia intemerata abitudine ad avere fiducia nei giovani e quindi ad essere per forza ottimista; da parte mia e solo in maniera assolutamente disinteressata solo incoraggiamenti e plauso per tutte le iniziative che abbiano come obiettivo la gestione competente ed appassionata della nostra comunità.